La storia del nome di domodossola

Domodossola non fu sempre designata con questo nome. Per primo la cita Tolomeo, geografo greco del II secolo d.C., che la assegna per capitale dei Leponzi, con due forme: Oscela e Oscella; riappare cinque secoli più tardi con l'Anonimo Ravennate ed è Oxilla. Intorno al Mille è Oprile (in loco et in fundo Oxile) oppure Ox/la (castro Oxila) e nello stesso tempo il nome si estende alla valle. Quando diminuisce l'importanza politico-amministrativa del centro abitato, questo mantiene quella religiosa per la presenza della chiesa plebana (domus) e il nome diventa Domus Oxile.
Nel XII secolo i documenti cominciano a registrare Burgus Domi e Burgus Domi Ossute: l'attributo di 'borgo' sta a significare il primato del centro rispetto alla regione vicina per la presenza in esso, oltre che della chiesa plebana con il collegio dei canonici, pure del castello del vescovo-conte e del mercato.
Il nome si trasforma ancora: ecco Domiossola, Duomo d'Ossola (Capis), quindi Domo d'Ossola (siamo già nell'Ottocento) ed infine l’attuale Domodossola


Edgardo Ferrari, Le guide: Domodossola, Domodossola, Edizioni Grossi, 1998.