giacomo mellerio

(Domodossola 9.1.1777 - Milano 10.12.1847) Il conte Giacomo Mellerio nacque a Domodossola da famiglia originaria di Malesco, agiata ma priva di nobilta'. Il padre, dott. Carlo, era capo dell'ufficio del registro di Domodossola; la madre era Rosa Sbaraglini di antico casato di Oira, frazione di Crevoladossola. Rimasto orfano di padre a due anni, il piccolo Giacomo viene accolto a Milano dal ricchissimo zio paterno, Gian Battista, consigliere di Stato. Costui fece educare il nipote a Siena presso il famoso Collegio Tolomei dei padri Scolopi quindi, all'eta' di 18 anni, lo mando' a compiere un lungo giro d'istruzione per l'Europa. Alla sua morte Gian Battista Mellerio lascio' erede il nipote Giacomo di una cospicua sostanza valutata 12 milioni di franchi oro.

Sposata la contessa Elisabetta Castelbarco, il Mellerio vide morire uno dopo l'altro tre piccoli figli, seguiti dalla sposa che mori' nel dare alla luce una bambina, anche quest'ultima morta giovanissima. Nonostante tutte queste sventure famigliari, il Mellerio trovo' modo di servire il proprio paese (la Lombardia) occupando cariche politiche ed amministrative assai importanti. Prima, durante il governo napoleonico del vicereame del Beauharnais, poi, come uno dei reggenti del governo provvisorio (1814); in seguito, vice governatore di Milano, e quindi consigliere aulico e gran cancelliere di Lombardia a Vienna dopo il 1816. Il 20 settembre 1817, l'imperatore Francesco II gli conferi' il titolo di conte. Nonostante tutti questi riconoscimenti e l'alte cariche da lui ricoperte, il Mellerio disilluso specialmente dalla politica del Metternich il quale voleva servirsi di lui per scopi vessatori verso il Lombardo-Veneto, nel 1819 si dimise da ogni incarico, devolvendo sdegnosamente a beneficio dell'Ospedale e dei poveri di Vienna i suoi vistosi emolumenti. Ritornato a Milano si dedico' completamente ad opere di bene, soccorrendo i poveri, dando lavoro ai contadini e provvedendo ad istituti di istruzione e di beneficenza.

Gia' da Vienna il conte Mellerio aveva pensato alla sua Ossola, fondando quattro borse di studio per giovani poveri che avessero voluto studiare in seminario, acquistando a Domo il soppresso convento delle Orsoline e destinandolo a sede delle scuole primarie femminili, aiutando il restauro delle opere del Calvario, cedendo tutti i suoi beni in Vigezzo al comune di Malesco e facendo costruire, nel 1816, il ginnasio di Domo, la prima scuola superiore che la citta' abbia avuto. Ma provvidenziale per il futuro delle scuole del Mellerio fu il suo incontro con Rosmini. Questo avvenne a Milano nel 1826, dietro presentazione dello storico Carlo Rosmini, cugino dell'abate Antonio e, pare, di Alessandro Manzoni. Fra i due nacque una grande amicizia, fondata su reciproca stima e consolidata da uguali sentimenti di carita' cristiana e religiosi.

 Il Rosmini, dietro consiglio del Mellerio, nel 1828 venne al Monte Calvario di Domodossola per vedere di persona se il luogo era adatto a divenire la culla dell'Istituto della Carita' che egli aveva l'animo di fondare e per visitare il ginnasio di Domodossola. Il filosofo roveretano, visti i luoghi e le scuole decise di rimanere: al Calvario scrisse le Costituzioni del suo istituto, a Domo si prese cura dell'insegnamento, tramite i suoi figli spirituali, delle scuole del Mellerio. Nel 1831 i primi rosminiani iniziarono l'attivita' didattica, insegnamento ancor oggi da essi impartito nel Collegio Mellerio-Rosmini di Domodossola. Il conte Mellerio dopo una vita ricca di onori ma anche di dolori, spesa interamente per il bene materiale e spirituale della sua gente, moriva in Milano legando fra l'altro alla Fabbrica del Duomo l'ingente somma occorrente per la fusione delle splendide porte in bronzo eseguite dal Pogliaghi.


 

D... come Domodossola - fatti e personaggi nei nomi delle strade di Paolo Bologna e Franco Ferraris, Edizioni Eco Risveglio.